{"id":3506,"date":"2004-06-25T00:00:00","date_gmt":"2004-06-24T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilcavallobianco.it\/?p=3506"},"modified":"2004-06-25T00:00:00","modified_gmt":"2004-06-24T22:00:00","slug":"a-cura-di-jacopo-fo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcavallobianco.it\/?p=3506","title":{"rendered":"&#8211; a cura di JACOPO FO"},"content":{"rendered":"<p>Ormai sono vicino ai cinquant&#8217;anni. Et\u00e0 quasi venerabile per chi ha seppellito tanti compagni, stroncati da malattie, proiettili, pazzia, siringhe, carceri.<br \/>\nSono vecchio per quante ne ho viste da quando a 11 anni iniziai a vendere l&#8217;Unit\u00e0, tutte le mattine sulla spiaggia di Cesenatico e mi guadagnai cosi&#8217; il diritto di iscrivermi alla Federazione Giovanile Comunista prima dei 12 anni.<br \/>\nSono 36 anni che vivo aspettando il Mondo Nuovo, quello umano. All&#8217;inizio pensavo sarebbero bastati pochi mesi. Quelli piu&#8217; grandi di me sembrava avessero capito tutto e nei cortei urlavano:&quot;Fascisti, borghesi, ancora pochi mesi!&quot; e io ci credevo.<br \/>\nContinuai a crederci fino al 1974. Ormai solo uno stupido poteva continuare a pensare che la societ\u00e0 futura, in ritardo di almeno 5 anni rispetto ai pronostici dei cortei, sarebbe veramente arrivata di li&#8217; a poco. Cosi&#8217; iniziai a pensare che, forse, ci avremmo messo un decennio a costruire un mondo decente.<br \/>\nIniziai, come molti altri, a darmi un programma sui tempi lunghi: lavorare sulla cultura. Solo cambiando la cultura della gente si poteva rendere possibile la nascita di una societ\u00e0 diversa. Non si puo&#8217; costruire una societ\u00e0 nuova usando gli schemi mentali che hanno creato quella vecchia: in quegli anni si inizio&#8217; a parlare di rivoluzione delle coscienze, femminismo, yoga, controcultura, arte, sessualit\u00e0, omosessualit\u00e0, ideologia del macho latino, parto dolce, educazione alla creativit\u00e0, emozioni, psiche collettiva e potere, autoimpresa come forma di liberazione dal lavoro salariato. Abbandonai il mio posto da commissario politico della nascente armata rossa e iniziai a fare fumetti professionalmente, a scrivere e, piu&#8217; tardi, collaborai alla fondazione di Alcatraz. Ci serviva una libera universit\u00e0, un territorio, un&#8217;area protetta dove temprare nuove idee e formare persone e modi di pensare diversi. E il primo obiettivo era riuscire a ricreare noi stessi perch\u00e9 ci rendevamo conto che cosi&#8217; come eravamo, imbevuti di ideologia patriarcale, non potevamo combinare niente di buono.<br \/>\nEro sicuro che in una decina di anni avremmo potuto dar vita a un vortice di idee che si sarebbe unito con i vortici emessi da centinaia di altre comunit\u00e0 alternative nel mondo, e che avrebbe creato un fenomeno di sinergia a livello mondiale. Era il 1981. In realt\u00e0 sono passati 20 anni prima che si riuscisse a vedere, di nuovo, il Movimento tornare a essere percepibile a livello planetario.<br \/>\nE valeva la pena di aspettare tanto perch\u00e9 non s&#8217;erano mai visti, in tutta la storia del mondo, 100 milioni di persone manifestare per la pace nei 5 continenti.<br \/>\nMa quel che si \u00e8 realizzato, seppur stupendo, non \u00e8 nulla rispetto a quanto avevamo sognato quando, con dieci gradi sotto zero e senza riscaldamento, ci eravamo messi a intonacare i muri, riparare i tetti e costruire, con pala e cazzuola, quello che per noi sarebbe diventato un avamposto della Rivoluzione Planetaria delle Coscienze.<br \/>\nE ora sono qua, e mi interrogo su cosa succeder\u00e0 adesso: il movimento \u00e8 gi\u00e0 in fase calante? Oppure \u00e8 una pausa prima di un altro terremoto ideale?<br \/>\nChe possibilit\u00e0 abbiamo di vedere veramente un cambiamento del mondo durante la nostra vita? Sono quasi 40 anni che soffro per la mia impotenza di fronte alla violenza, all&#8217;ignoranza e alla fame.<br \/>\nSe si calcola una media di 30 milioni di morti all&#8217;anno per guerre e miseria, nell&#8217;arco della mia vita politica sono state ammazzate quasi un 1 miliardo di persone. E io cosa sono riuscito a fare? Davanti a questo massacro immane (immane, immane, immane) che cosa ho fatto io?<br \/>\nHanno avuto un senso tutti i cortei, le botte con la polizia, i processi? Tutte le tonnellate di carta che abbiamo distribuito, le migliaia di ore di corsi, spettacoli. Tutto questo discutere, studiare, progettare. Anni passati a piantare alberi, costruire case e strade, alleanze, organizzazioni&#8230;<br \/>\nE cosi&#8217;, mi ritrovo a 48 anni a leggere i testi dei filosofi, quei pochi che hanno affrontato l&#8217;arduo tema della disperazione: come puoi credere che esista un Dio o anche solo un principio positivo nel mondo dopo Auschwitz? Come puoi credere a qualche cosa dopo il Vietnam, la Cambogia, il Ruanda, l&#8217;Iraq, la Jugoslavia, il Congo, l&#8217; Afghanistan?<br \/>\nDopo tutto questo schifo, questo assurdo, cieco, stupido, tripudio di violenza, di giornalisti venduti, di facce di culo televisive disposte a raccontare qualunque (qualunque) cosa.<br \/>\nE mi chiedo se forse il nostro destino sia quello di non vincere mai, di dover sopportare tutto questo orrore senza poterlo mai veramente lenire.<br \/>\nNon lo so. Non sono Dio e neanche un suo lontano parente. Non posso dire.<br \/>\nMa, spero che tutto questo lavoro di migliaia di sinceri esseri umani dotati di piet\u00e0, che da millenni si battono contro il male sia riuscito, almeno, a salvare un solo essere umano.<br \/>\nUno solo sarebbe sufficiente per farmi dire: ne \u00e8 valsa la pena.<br \/>\nMa, detto cio&#8217;, decido in questo momento di scindere il mio percorso da quello di quanti si sentono in grado di salvare il mondo di qui a poco. L&#8217;immenso esercito dei massimalisti, i miei fratelli e le mie sorelle che mossi dai sentimenti piu&#8217; puri, vogliono tracciare una linea tra loro e il male. Non essere piu&#8217; complici in nessun modo di questo scempio alla sacralit\u00e0 della vita.<br \/>\nNo, il mio obiettivo non \u00e8 uscirne assolto. Non \u00e8 quello di separarmi dai malvagi (come?). Ma sapere che il mio sforzo \u00e8 servito a contribuire a salvare almeno una vita. Una vita sola. Io continuero&#8217; a lottare per tutto il tempo che mi resta solo per questo. Perch\u00c8 \u00e8 l&#8217;unica cosa che potr\u00e0 essere ascritta alla mia vita. Poi credo che dandosi un punto di vista modesto (piccolo) sulla propria possibilit\u00e0 di lenire il dolore del mondo sia possibile, forse, arrivare a costruire un Mondo Migliore, lo spero. Ma credo che l&#8217;unica via sia camminare cercando di salvare l&#8217;umanit\u00e0 una vita per volta. Una vita, tutti assieme, possiamo salvarla. E se ci riusciremo, il giorno dopo diremo:&quot;Coraggio fratelli, una vita l&#8217;abbiamo salvata. Ne \u00e8 valsa la pena. Una vita l&#8217;abbiamo salvata. Se continuamo possiamo forse salvarne una seconda&quot;.<br \/>\nCapisci la differenza di prospettiva? Chi vuol salvare tutti subito compie il terribile peccato di sopravvalutarsi. E sopravvalutarsi quando c&#8217;\u00e8 in gioco la vita umana \u00e8 un errore mortale. Se vuoi salvare una vita sola tutto diventa essenziale. Se vuoi salvare 6 miliardi di vite perderne una \u00e8 un aspetto secondario. Una, dieci, dieci milioni? Che importa?<br \/>\nIl mio obiettivo \u00e8 salvare una vita. Una vita 6 miliardi di volte. Lo so che sembro un po&#8217; pazzo con questo discorso. Ma \u00e8 molto semplice e molto importante.<br \/>\nIo do per scontato che fra dieci anni ancora esister\u00e0 l&#8217;Impero Americano. Non mi pongo l&#8217;obiettivo di abbatterlo. Mi piacerebbe che l&#8217;Impero sparisse ma ho notato che \u00e8 piuttosto solido. Mi concentro percio&#8217; nello studiare tutte le contraddizioni del sistema. Non inizio a marciare verso un obiettivo impossibile. Metto tutto il mio peso nello sforzo di aprire un piccolo spazio da qualche parte, riuscire a sviluppare l&#8217;azione e poi cercare un altro obiettivo concreto che mi permetta di arginare ulteriormente la violenza del sistema. Guarda la storia di tutte le azioni concrete che hanno portato alla salvezza, almeno momentanea, di un essere umano.<br \/>\nDurante il nazismo molti tedeschi, italiani, austriaci, slavi, si sono opposti allo sterminio di ebrei, russi, serbi, zingari e omosessuali. Hanno dichiarato il loro orrore, chiesto la fine del nazismo.<br \/>\nSono quindi stati arrestati e uccisi. Oppure sono dovuti fuggire oltre i confini operativi della macchina repressiva nazista. Quanto quest&#8217;azione eroica ha arginato realmente il nazismo?<br \/>\nAltri hanno deciso di stare zitti, di stare al gioco e di mettere tutte le proprie energie al servizio del tentativo di salvare un solo perseguitato. Alcuni ci sono riusciti.<br \/>\nMa alcuni potrebbero accusarli di connivenza con il nazismo.<br \/>\nMio nonno, che non so perch\u00e9 non \u00e8 annoverato tra i Giusti di Israele, era un socialista. Ma aveva anche la tessera del Partito Fascista. Lui nascondeva ebrei e prigionieri inglesi fuggiaschi dentro i cassoni della sabbia che sui treni serviva per frenare. Era un po&#8217; un casino viaggiare fino in Svizzera senza freni ma salvare un ebreo era meglio. Ed era anche un problema accettare tutti i rituali del potere fascista per non perdere il posto di Capo Stazione che gli garantiva la possibilit\u00e0 di gestire l&#8217;organizzazione clandestina delle fughe e contemporaneamente mantenere vivi moglie e tre figli e il cognato nascosto in qualche sottotetto perch\u00e9 era ricercato dalla Gestapo.<br \/>\nQuello che, con molta difficolt\u00e0, sto cercando di dire \u00e8 che se tu pensi di vincere il male entro pochi anni scegli una strategia diversa da quella che sceglieresti se il tuo obiettivo fosse &quot;soltanto&quot; quello di salvare OGGI una vita umana.<br \/>\nSe il movimento abbandonasse il massimalismo di chi si sente vincente &quot;entro pochi anni&quot; potrebbe guardare ai bastioni del potere con occhi diversi. Se non puoi abbattere un muro a cannonate puoi forse iniziare a eroderlo. Ogni volta che passi graffi il muro con un chiodo. \u00e8 un lavoro che richiede millenni. Per questo bisogna iniziare subito.<br \/>\nLa storia ci insegna che dentro il nazismo c&#8217;erano migliaia di nazisti, a volte persino convinti, che operavano a rischio della vita per porre un limite all&#8217;orrore.<br \/>\nNon evitarono che l&#8217;orrore esistesse. Ma riuscirono a rendere meno agghiacciante il bilancio delle vittime. Di poco, certo, ma conta anche una sola vita, anche un solo minuto di una sola vita.<br \/>\nMio padre fu salvato da un colonnello dell&#8217;esercito fascista, affascinato dalla sua capacit\u00e0 di dipingere ritratti e da un podest\u00e0 fascista, che quando mia nonna gli disse:&quot;Nascondi mio figlio!&quot; non seppe dire di no.<br \/>\nQuello che faro&#8217; domani \u00e8 andare da Mc Donald. Non comprero&#8217; un solo panino. Ma voglio trovare il modo di far sapere agli Shindler che lavorano l\u00e0 dentro, che so che ci sono e so che stanno arginando il dolore anche meglio di quanto riesca a fare io da fuori. Se questa gente non operasse dall&#8217;interno arginando la follia del profitto ad ogni costo forse le multinazionali dei panini avrebbero gi\u00e0 fatta loro la &quot;Modesta Proposta&quot; di Jonathan Swift e iniziato a vendere sandwich di carne umana di extracomunitario.<br \/>\nInsomma non mi basta piu&#8217; fare cose giuste. Voglio contribuire a realizzare delle iniziative che funzionino.<br \/>\nMa farlo \u00e8 difficile. Si rischia di sbagliare. Di superare la linea gialla tra il bene e il male.<br \/>\nSicuramente chi vuole tutto o niente, chi si preoccupa di mobilitare il popolo per battaglie giuste senza chiedersi se si otterr\u00e0 un vero risultato, non corre il rischio di superare il confine della morale. E non si sentir\u00e0 mai obbligato a fare autocritica. &quot;Manifestare a Genova era giusto, non \u00e8 colpa mia se ci hanno massacrato.&quot;, &quot;Il referendum era giusto. Non \u00e8 colpa mia se abbiamo perduto.&quot;<br \/>\nLa mia linea gialla della morale passa per un altro posto. Il luogo dove si giudicano le azioni per il loro effetto. Quando un compagno viene ucciso e centinaia finiscono all&#8217;ospedale non hai ottenuto un buon risultato. Quando muovi 11 milioni di italiani e fai spendere decine di miliardi allo stato per un referendum e lo perdi non hai ottenuto un buon risultato.<\/p>\n<p>Le vie di Dio (o di chi per lui si occupa della questione &quot;Genere Umano&quot;) sono misteriose e incasinate. A volte \u00e8 difficile capire cosa \u00e8 giusto fare, a volte bisogna scegliere solo il migliore tra due errori. Che poi c&#8217;\u00e8 da dire che \u00e8 raro, nella vita terrena di chi non \u00e8 unto da qualche autorit\u00e0 extraumana, vivere senza sbagliare. L&#8217;essere umano procede per errori.<br \/>\nLa nostra mente cerca alla cieca la strada giusta. Continui a tastare il muro e non consideri ogni tastata (ogni errore) una perdita ma l&#8217;unica via per trovare la porta. Se vuoi trovare la porta e sei cieco DEVI tastare il muro, non importa che ogni singola tastata sia di per s\u00c8 un errore, importa che alla fine del &quot;processo cognitivo&quot; tu abbia trovato la porta.<br \/>\nPossiamo affrontare positivamente errori e scelte difficili, dobbiamo temere solo di non concludere niente.<br \/>\nSe procedi sulla via delle piccole vittorie otterrai che le persone acquistino fiducia e voglia di impegnarsi. E quando hai ottenuto un piccolo risultato concreto, nonostante lo strapotere dell&#8217;Impero, ti entusiasmi e ti viene voglia di festeggiare. E le feste attirano piu&#8217; gente dei funerali.<br \/>\nGuardate bene che cosa stanno facendo i leader della sinistra e molti degli stessi leader del Movimento: stanno annegando la voglia di lottare e impegnarsi per un mondo migliore in un lago di lacrime di delusione e di amarezza.<br \/>\nContinuano a proporre iniziative esteriori che non cambiano niente concretamente. Non hanno idee, non hanno progetti da realizzare. Conoscono solo la ripetizione nevrotica del rito delle adunate&#8230;<br \/>\nCi ammazzano di noia e inconcludenza.<br \/>\nIn effetti un Movimento morto va bene a tutti i leader. Il Movimento si dirige meglio quando \u00e8 catatonico. I movimenti vivi sono imprevedibili e tutti si sentono leader di se stessi.<br \/>\nNon a caso nessun grande leader si \u00e8 mai impegnato nel settore della consociazione degli acquisti, delle convenzioni e del commercio equo e solidale. Li&#8217; si rischia di ottenere dei risultati piccoli ma immediati.<br \/>\nE poi magari la gente si monta la testa.<\/p>\n<p>PS<br \/>\nGabriella mi ha fatto notare che questo discorso potrebbe essere confuso con la vetusta filosofia del fine che giustifica i mezzi. Ma \u00e8 proprio il contrario. I potenti ci spiegano che se devo uccidere un bambino per salvarne diecimila cio&#8217; \u00e8 giusto e umanitario. Ma se ragioni per salvare un solo essere umano per volta questo discorso non ha senso. Non ti puo&#8217; venire in mente di uccidere un bambino per salvarne un altro.<br \/>\nJacopo Fo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>tra i ritagli dell&#8217;estate, abbiamo ritrovato una intensa riflessione sul senso dell&#8217;impegno civile e sociale, che offre diversi spunti per un confronto aperto sui nostri percorsi quotidiani nel mondo del disagio<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27],"tags":[],"class_list":["post-3506","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-impegno-civile-e-impegno-sociale","entry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>- a cura di JACOPO FO - Associazione volontari il cavallo bianco - OdV<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ilcavallobianco.it\/?p=3506\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"- a cura di JACOPO FO - Associazione volontari il cavallo bianco - OdV\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tra i ritagli dell&#039;estate, abbiamo ritrovato una intensa riflessione sul senso dell&#039;impegno civile e sociale, che offre diversi spunti per un confronto aperto sui nostri percorsi quotidiani nel mondo del disagio\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.ilcavallobianco.it\/?p=3506\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Associazione volontari il cavallo bianco - OdV\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2004-06-24T22:00:00+00:00\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Administrator\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Administrator\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"11 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ilcavallobianco.it\\\/?p=3506#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ilcavallobianco.it\\\/?p=3506\"},\"author\":{\"name\":\"Administrator\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ilcavallobianco.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/5bdb3a49691274362b6089c4515c2f4a\"},\"headline\":\"&#8211; 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