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Progetto P I N O C C H I O
Casa delle Arti e dei Mestieri per adolescenti con disabilit� psichica |
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Luogo di svolgimento
Begoml, Bielorussia
Riassunto
� un�azione-pilota che vuole favorire la deistituzionalizzazione dei bambini oligofrenici ospiti dell�Internato di Begoml, attraverso lo sviluppo di percorsi di arte-terapia, che confluiscano in happening teatrali pubblici di sensibilizzazione. Le buone prassi elaborate saranno trasferibili in analoghe situazioni.
Inoltre, si vogliono prevenire situazioni di disagio sociale e di medicalizzazione per i bambini oligofrenici, attraverso animazione di comunit� e disseminazione di metodologie di intervento sociale gi� sperimentate in Italia da diversi anni.
Sono previsti laboratori di recitazione, musica, danza, falegnameria, scenografia, sartoria teatrale, informatica e video rivolti ai bambini oligofrenici.
Scopi
L'Italia ospita ogni anno 25.000 bambini bielorussi nell'ambito di una importante azione di prevenzione sanitaria da eventuali malattie derivanti dal vivere in aree contaminate dalla radioattivit� conseguente all'incidente nucleare di Chernobyl.
L'azione umanitaria, che vede impegnate le famiglie italiane e numerose strutture di volontariato, si configura oggi come una opportunit� di sviluppo socio-economico sia per l'Italia sia per la Bielorussia.
L'impegno pluriennale delle famiglie ha consentito di realizzare una base di relazioni, che ha un potenziale economico, oltre che umano, particolarmente importante nella prospettiva di sviluppo globale dell'economia. Lo sviluppo globale dell'economia richiede la riduzione dei differenziali socioeconomici presenti sullo scacchiere mondiale e l'attivazione di flussi commerciali e di know-how, che saranno fra i fattori principali dello sviluppo economico a breve e medio termine.
I bambini e i giovani ospitati in Italia sono ormai un gruppo di risorse bilingue, con una attitudine ad interpretare e integrare due culture e a facilitare, quindi, le iniziative di sviluppo produttive, economico e sociale. Essi rappresentano, infatti, un "canale" potenziale per stabilire una base di integrazione e sviluppo economico fra i due Paesi.
Il progetto vuole operare il trasferimento di buone prassi dalla realt� italiana a quella bielorussa, nell'ambito della deistituzionalizzazione di bambini oligofrenici, dello sviluppo di percorsi di arte-terapia, della integrazione sociale e lavorativa di soggetti portatori di handicap psichico.
In tal senso, si recepisce quanto auspicato dalla Commissione Europea in occasione dell'Anno delle Persone con Disabilit� 2003: il trasferimento di buone prassi sull'handicap in un Paese non appartenente all'Unione Europea e implicato in un processo di sviluppo di societ� civile, garantendo una piattaforma neutra di osservazione dell'intervento, pu� contribuire anche al superamento di discriminazioni e pregiudizi rispetto alle persone con disabilit�, in tutti i Paesi dell'Unione Europea.
Un'Europa sociale significa un'Europa dove le persone con esperienze di disabilit�, malattia mentale, differenti culture e differenti abilit� sono importanti membri comunitari le cui esperienze possono dare un importante contributo innovativo. Tutti noi dobbiamo imparare come costituire una societ�, in cui i diritti possono realmente essere accessibili per tutti per vivere in una migliore e pi� ricca societ�.
Gli imprenditori sociali europei hanno formato importanti reti per scambiare buone pratiche verso l'integrazione sociale, sviluppare comuni strategie per raggiungere processi di trasformazione economica, sociale e culturale a livello locale, nazionale ed europeo.
Motivazioni
Avere molti orfani � uno dei problemi pi� gravi di tutte le societ�. Non ci si pu� abituare, ma si va avanti ugualmente, certamente per� � pi� difficile abituarsi al fatto che ci sono sempre pi� bambini definiti "orfani", ma con i genitori vivi, i cosiddetti "orfani sociali".
Le statistiche bielorusse ci rammentano che ad oggi sono circa 30.000 i bambini dichiarati "orfani sociali", e di questi circa 29.100 hanno problemi fisici e mentali. Questi bambini hanno bisogno di essere costantemente seguiti, hanno bisogno di correzione riabilitativa, medico sociale, psicologica educativa per dargli una possibilit� d'inserimento nella societ�.
Nella Repubblica Bielorussa attualmente esistono 77 scuole internato per 12.120 bambini e 12 internati speciali per bambini dichiarati "oligofrenici".
La scuola di Begoml � uno dei 12 internati speciali bielorussi ed � stato selezionato perch� ha rapporti con l'Associazione Volontari "Il Cavallo Bianco" da oltre 9 anni, in quanto molti bambini bielorussi di Begoml sono accolti periodicamente nelle famiglie dei soci della suddetta Associazione.
Il tipo di azione e di metodologie proposte dal presente progetto sono innovative per la Bielorussia e, necessariamente, devono essere applicate ad un gruppo-pilota, con cui sperimentare la sostenibilit� del percorso progettuale ipotizzato.
La conoscenza tra i partner italiani e bielorussi, supportata da fruttuose collaborazioni attivate nel corso degli anni, costituisce una ottima base di partenza per il trasferimento delle buone prassi nel settore dell'integrazione sociale e lavorativa delle persone con disabilit�.
Attualmente, l'Internato di Begoml ospita 153 bambini dai 6 ai 17 anni, di cui quasi tutti con gravi problemi di comunicazione con il mondo adulto, ma allo stesso tempo con un disperato bisogno di attenzione ed affetto che, ha ricevuto da 4 a 10 volte di meno di un bambino vissuto in una famiglia "normale". Questi bambini crescono con una povert� emozionale, sono freddi negli affetti e aggressivi con i propri simili: superare questi problemi � una delle missioni di Begoml.
Un aiuto alla risoluzione dei suddetti problemi � dato dai viaggi in Italia fatti da questi bambini da 9 anni a questa parte. Si � riscontrato che, il vivere in famiglie che gli vogliono bene, li aiuta a confermarsi psicologicamente, ad avere pi� fiducia e sicurezza in se stessi e tutto ci� � alla base della formazione di una persona completa. Vivere in famiglie copre la mancanza d'affetto, che � alla base dei loro problemi. L'istruzione, l'affetto, l'amicizia, la fiducia nei propri simili compensa l'isolamento della societ� e favorisce la conferma dei propri diritti di cittadino. In tal modo, i bambini hanno esempi da seguire, acquisiscono regole di comportamento nella societ�: non � esagerato affermare che molti bambini hanno trovato una vera famiglia.
La conclusione delle ricerche degli educatori bielorussi dell'Internato di Begoml � che i bambini hanno emozioni positive quando partecipano ad attivit� che gli piacciono, come il cucito, il taglio, il ricamo o l'artigianato, o ad attivit� artistiche come il canto, il ballo o il teatro.
Recentemente e i pi� occasioni, gruppi di bambini dell'Internato di Begoml hanno partecipato ad un progetto internazionale teatrale organizzato dalla Associazione Volontari "Il Cavallo Bianco". L'esperienza ha avuto successo ed � proprio grazie a quest'attivit� che si � notato uno sviluppo psicologico di socializzazione. E' l'attivit� formativa che influenza lo sviluppo psicologico del processo di socializzazione della persona. Maestri e educatori affermano che, per preparare questi bambini ad affrontare il futuro, bisogna dare loro educazione estetica elaborativa orientata all'espressione propria ed anche elaborazione d'esperienza pratica.
Gli educatori dell'Internato di Begoml affermano che l'esperienza di tanti anni di lavoro mostra loro che, nonostante gli innumerevoli sforzi di tutti il corpo insegnante per recuperare socialmente questi "orfani" con oligofrenia alla vita, spesso i risultati non sono positivi. Le cause sono tante. E' difficile inserirli nell'ambito lavorativo: negli ultimi 4 anni, la cifra ufficiale di inserimenti nel mondo del lavoro si � dimezzata. Gli educatori bielorussi hanno necessit� di aiutarli a trovare un lavoro, che si adatti alle loro capacit� e, tenendoli sotto controllo, che li aiuti a vivere dignitosamente.
Il progetto mira a rafforzare la societ� civile, migliorando la condizione degli emarginati in Bielorussia.
Inoltre, il progetto � costituito da una serie di attivit� che nell'insieme mirano a consolidare le capacit� delle organizzazioni non profit e non governative locali che lavorano nel settore sociale in Bielorussia.
La proposta progettuale ha rilevanza, in quanto riguarda il sostegno alla reintegrazione sociale di gruppi emarginati della popolazione locale, attraverso attivit� innovative appropriate, quali ad esempio formazione; trasferimento di know-how tecnico specifico; pubblicazione di manuali, opuscoli, procedure consigliate; incontri per fare crescere la coscienza della popolazione locale e/o delle autorit�; acquisto di apparecchiature specifiche e formazione sul relativo uso; acquisto di supporti informatici e altra attrezzatura da ufficio.
Descrizione delle attivit�
Il progetto "PINOCCHIO - Casa delle Arti e dei Mestieri per adolescenti con disabilit� psichica" prevede una serie di attivit� in Bielorussia, principalmente nel territorio di Begoml, che si articoleranno con attivit� svolte dallo stesso partenariato (e talora da altri partner europei) in altri paesi europei.
Le attivit� che si svolgeranno nell'ambito del presente progetto sono le seguenti:
1. Laboratorio teatrale per bambini orfani oligofrenici
(periodicamente professionisti italiani si recheranno in Bielorussia per alcuni giorni, in cui imposteranno il lavoro teatrale con i bambini e i loro educatori, lasciando compiti, tempi e modalit� di svolgimento del laboratorio nei periodi in cui essi non ci sono)
2. incontri di psicomotricit� per bambini orfani oligofrenici
(periodicamente psicologi italiani si recheranno in Bielorussia per alcuni giorni per delle sedute di psicomotricit�. L'approccio si ricollega alla scuola francese di Acouturier e Lapierre e predilige una verbalizzazione dell'esperienza corporea, con evidenziazione della costruzione fantasmatica del singolo individuo. Tale approccio, inoltre, � gi� risultato molto utile nella formazione di attori italiani con e senza disabilit� e per la coesione di gruppo, oltre che per l'utilizzazione della metodologia in fase di laboratorio teatrale. Infatti, la psicomotricit� viene a sostituire e/o integrare esercizi di psicotecnica ed improvvisazione teatrale)
3. laboratori artigianali falegnameria, scenografia, sartoria teatrale per bambini orfani oligofrenici
(periodicamente esperti artigiani italiani, anche provenienti da cooperative sociali, si recheranno in Bielorussia e metteranno a disposizione il proprio know-how per la professionalizzazione dei bambini bielorussi)
4. laboratorio di alfabetizzazione informatica e implementazione sito Internet
5. laboratorio di videoripresa e montaggio audiovisivo
6. tutoraggio e affiancamento degli educatori bielorussi durante le attivit�
7. seminari di formazione per educatori e operatori sociali bielorussi
(saranno condotti da esperti italiani nell'arte-terapia, nell'intervento sociale e nell'animazione di comunit�, nella cooperazione di inserimento lavorativo di persone disabili, nella comunicazione sociale telematica)
8. animazione di comunit�, attraverso diffusione materiali e incontri pubblici
9. ristrutturazione Casa delle Arti e dei Mestieri
(verr� acquistata una casa da destinare ai bambini bielorussi dell'Internato di Begoml, che hanno concluso il ciclo scolastico: verr� cos� sperimentato un modello-pilota di casa-famiglia per bambini oligofrenici)
10. acquisto attrezzature teatrali, informatiche, videoripresa, montaggio audiovisivi e materiali di consumo
11. valutazione ex-ante, in itinere e finale da parte del team di base italo-bielorusso
12. produzione di video
13. pubblicazione relativa all'esperienza
14. sito Internet
15. schede socio-sanitarie dei bambini bielorussi disabili coinvolti
16. schede di attestazione della professionalit� raggiunta dagli educatori bielorussi coinvolti
17. manuale di buone prassi e metodologie nell'intervento sociale
Casa delle Arti e dei Mestieri per adolescenti con disabilit� psichica"
continua ed approfondisce le attivit� avviate fin dal 1995 tra l'Associazione Volontari "Il Cavallo Bianco" di Roma (Italia) e l'Internato per bambini oligofrenici di Begoml (Bielorussia) , che, partendo dall'accoglienza dei bambini bielorussi nelle famiglie italiane, hanno avuto il duplice scopo dell'integrazione sociale e culturale di persone con disabilit� e della promozione di modalit� culturali e di comunicazione sociale, che coniugassero insieme tradizione letteraria e teatrale, innovazione tecnologica ed impegno civile e sociale.
In particolare, il progetto prosegue la medesima attivit�, svolta sperimentalmente a partire da Novembre 2000.
Come avvenuto in passato, il progetto si articola in una serie di laboratori di animazione teatrale ed espressiva paralleli in diversi paesi europei (con tappe intermedie di verifica e sintesi pubblica, con allestimenti di spettacoli teatrali, mostre fotografiche e video), che coinvolgeranno:
- bambini bielorussi con ritardo mentale o problemi psichici dell'Orfanotrofio di Begoml;
- persone con disabilit� mentale e disagio psichiatrico italiane;
- persone provenienti da associazioni, cooperative sociali, scuole e parrocchie italiane;
- professionisti del mondo dello spettacolo;
- consulenti scientifici universitari.
Begoml � un villaggio a 100 chilometri da Minsk, la capitale della Bielorussia. Il villaggio ha poche migliaia di abitanti ed ospita un Internato, dove vivono 153 bambini dai 6 ai 17 anni. L'orfanotrofio di Begoml � un internato per bambini oligofrenici, cio� per bambini con insufficienza mentale (ovvero con problemi psichici ovvero con disagio psichiatrico ovvero con disadattamento sociale), raccolti per strada o tolti a famiglie con gravi problemi sociali.
All'uscita dall'Internato (al compimento del 17� anno di et� oppure a conclusione del ciclo di nove classi), i ragazzi vengono indirizzati in scuole professionali. Pertanto, non sono pi� seguiti dall'Internato di Begoml. Le scuole professionali sono in grandi centri abitati, immensi rispetto al villaggio di Begoml, a cui sono abituati i giovani ospiti dell'Internato.
Le scuole professionali sono rivolte a giovani dai 17 ai 21 anni, senza disabilit�. Pertanto, i ragazzi di Begoml vengono integrati in un contesto di "normalit�", dopo avere vissuto per oltre 10 anni in un contesto protetto. Come accade anche in Italia (specie negli istituti tecnici e nelle scuole professionali), il ragazzo che mostra difficolt� e scarsa autonomia personale viene isolato dagli altri e, anzi, spesso diventa colui che subisce gli scherzi (anche pesanti) dei compagni di scuola.
Il dopo-Begoml � duro per molti ragazzi, che, probabilmente, avrebbero bisogno di un distacco meno drastico e pi� lento.
Nasce, quindi, la necessit� di approntare dei percorsi e delle iniziative, che favoriscano gradualmente la piena e consapevole integrazione lavorativa e sociale dei ragazzi di Begoml, fino al raggiungimento dell'autonomia personale ed all'acquisizione di uno status adeguato.
Il tema della diversit� fisica, psichica, culturale e religiosa sar� affrontato prendendo a prestito la nota favola di Pinocchio, che diverr� quindi metafora delle discriminazioni, ma anche dell'integrazione sociale e culturale. Il percorso che viene proposto in Bielorussia e in Italia (nelle scuole, nelle parrocchie, nelle associazioni e cooperative sociali) trova la sua premessa metodologica nella considerazione di un Laboratorio teatrale e di attivit� espressive come ipotesi di laboratorio permanente delle diversit� sul territorio.
Le diversit� fisiche, psichiche, sensoriali, culturali, politiche, religiose, politiche, etniche, razziali ed economiche non vengono considerate come motivo di discriminazione ed emarginazione, ma come occasione di scambio reciproco e di crescita comune, nell'ascolto costante dell'altro. In tal senso, il Laboratorio diviene ricerca di una possibile e quotidiana cittadinanza partecipata, che pu� essere pienamente vissuta e sperimentata anche attraverso l'individuazione dei problemi del territorio e la proposta concreta di soluzioni di convivenza pacifica ed interculturale.
Parallelamente a tale itinerario, il Laboratorio permanente delle diversit� sul territorio indagher� in direzione di possibili interventi sociali e culturali, per un graduale passaggio da una mentalit� diffusa, che vede la persona con disabilit� come un oggetto di assistenza ad una cultura nuova, che riconosca il valore di ogni diversit�, valorizzando in particolare la persona con disabilit� come soggetto di cittadinanza attiva.
L'esperienza maturata in Italia in tanti anni (dai partner italiani coinvolti nel progetto) porta ad affermare che quelle persone che normalmente sono definite "portatori di handicap" sono, come ogni persona umana, anche portatori di cultura. Un handicap porta necessariamente ad una menomazione, che non permette di fruire appieno di una serie di situazioni di cui fruiscono invece normalmente gli altri. Sempre per� la menomazione porta ad un affinamento di altre qualit� fisiche, intellettive o spirituali, strumenti di decodifica della realt�, tagli sul mondo reale diversi dalla norma. Similmente al confronto della cultura occidentale e della cultura africana o asiatica, cio� tra culture della mente e culture del corpo, � ipotizzabile, all'interno della stessa cultura occidentale giungere ad un incontro tra la cultura ufficiale scolastica della mente e la cultura del corpo. Non c'� qui da stabilire inutili gerarchie, quanto di saper mettere sullo stesso tavolo diverse culture o, meglio, una cultura delle diversit�. Diversit� intesa non pi� come elemento negativo connotativo della persona, ma come strumento posseduto dall'altro (e che io non posseggo) per cercare di decodificare la realt�. Pi� strumenti diversi portano a cogliere momenti e sfumature diverse della stessa realt�: le singole percezioni, prese insieme, possono aiutare a formulare meglio le domande ragionevoli di fondo.
Il progetto "PINOCCHIO - - Casa delle Arti e dei Mestieri per adolescenti con disabilit� psichica" ha come obiettivo la strutturazione di percorsi e metodologie, che aiutino qualunque persona a riconoscersi nella propria specifica ed inimitabile diversit�, a valorizzare la propria diversit� nell'interscambio con gli altri, a riconoscere la relativit� della verit� personale e la necessit� di costruire un mosaico di religioni, filosofie ed ideologie. Infatti, ognuno di noi vive ed assimila la realt� secondo le proprie personali modalit�, che sono frutto della propria personale storia sociale, culturale, politica, religiosa, fisica e psichica. Ognuno di noi percepisce parti della realt� che altri non percepiscono. La diversit� � il necessario presupposto all'approfondimento ed alla riflessione sulla realt�. Le singole persone, con le proprie sensibilit�, affinate da patologie mentali, handicap fisici, esperienze culturali, militanze politiche o cammini di fede, percepiscono solo alcune parti della realt�, con angolazioni e tagli diversi. La verit� � irraggiungibile dal singolo individuo.
L'Associazione Volontari "Il Cavallo Bianco" ha avviato rapporti con l'Internato di Begoml (Bielorussia) fin dal 1995, promuovendo l'ospitalit� dei bambini presso le famiglie dei propri soci, organizzando laboratori teatrali e ludici, approntando missioni di solidariet� in loco con acquisto di beni alimentari, attrezzature da lavoro e giocattoli. Durante il periodo di permanenza in Italia, i gruppi-classe di bambini bielorussi vengono ospitati da scuole del territorio. Ne sono spesso nati scambi e confronti con i bambini italiani, talora confluiti in piccoli spettacoli teatrali. Allo stesso modo, talora si sono sviluppati rapporti di accoglienza nel tempo libero in parrocchie del territorio, con performance artistiche finali.
Il progetto "PINOCCHIO - Casa delle Arti e dei Mestieri per adolescenti con disabilit� psichica" ha lo scopo di dare continuit� e professionalit� alle precedenti esperienze occasionali e spontanee finora nate tra i bambini bielorussi e i bambini italiani, offrendo cos� anche l'occasione in Italia di approfondire le tematiche legate al futuro dei bambini di Begoml.
Il progetto "PINOCCHIO - Casa delle Arti e dei Mestieri per adolescenti con disabilit� psichica" prevede l'implementazione di un sistema che, a partire dall'Internato di Begoml, sviluppi un luogo che sia contemporaneamente un laboratorio artigianale-tecnologico-espressivo e casa-famiglia per i bambini bielorussi.
Attraverso l'attivit� teatrale, si vuole proporre alla Bielorussia ed all'Europa il problema della deistituzionalizzazione dei bambini bielorussi ospiti degli Internati e dell'inserimento lavorativo e sociale degli stessi.
Per favorire la loro professionalizzazione e la loro autonomia personale, si utilizzer� l'arte-terapia, affiancando alle tradizionali attivit� di recitazione, musica e danza, quelle artigianali di falegnameria, scenografia e sartoria teatrale. Una delle attivit� che verranno sviluppate sar� legata a percorsi di recupero delle residue capacit� dei bambini disabili attraverso l'utilizzazione delle nuove applicazioni. In tal senso, verranno acquistate attrezzature informatiche e sperimentati software dedicati a disabili intellettivi, che in Italia hanno portato ottimi risultati. Inoltre, il computer (insieme alla videocamera) verr� utilizzato in senso creativo, tramite programmi di grafica, attivazione di Internet ed utilizzazione di webcam in spettacoli teatrali (per permettere a tutti i bambini bielorussi dell'Internato di Begoml di partecipare a distanza in spettacoli teatrali fuori della Bielorussia).
Il percorso prevede come attivit� un lavoro di animazione di comunit� per favorire anche l'inserimento in fabbriche statali e la formazione di operatori sociali di sostegno ai bambini disabili. Va annotato che le famiglie italiane sono disponibili anche a finanziare dall'Italia lo stipendio degli operatori sociali a supporto dei bambini disabili bielorussi e per integrare (eventualmente) il salario dei bambini inseriti nelle fabbriche statali.
Altri scopi pratici del progetto sono da ricercare nella necessit� avvertita dal partenariato di una rete (in Bielorussia, in Italia e in Europa) tra le associazioni, le parrocchie, le strutture pubbliche, i Comuni e la gente del territorio. Si ritiene che, prioritariamente rispetto ai dibattiti e alle grandi riflessioni comuni, sia necessario proporre alla gente comune occasioni di incontro: attraverso 1'aggregazione nella festa, in giornate aperte anche agli emarginati, si pu� cominciare ad arginare la paura del diverso, che poggia le sue basi nella non-conoscenza dei problemi sociali.
E' importante arrivare alla fine di ogni tappa del percorso alla organizzazione di una grande festa (l'happening teatrale e culturale).
L'idea di base � di non vincolare la festa ad una unica organizzazione, ma che essa sia sostenuta da un cartello di associazioni e realt� territoriali, che, oltre a voler aderire e partecipare alle attivit� delle giornate di festa, vorranno impegnarsi intensamente nei mesi di preparazione. Potrebbero derivarne manifestazioni periodiche intese come occasioni per 1'approfondimento di un coordinamento ed una articolazione tra le diverse realt� civili, sociali, politiche ed ecclesiali, allo scopo di creare spazi e tempi adeguati ai peculiari ritmi ed equilibri interiori di ciascuna persona, specialmente per coloro che sono normalmente ai margini della societ�.
In Italia, � stato avviato da circa venti anni un processo di integrazione culturale di persone portatrici di handicap psichico e psichiatrico. Le realt� associative territoriali operano in ambiti diversi e complementari, ma con la comune attenzione alla dignit� della persona. Affinch� anche il lavoro svolto in Italia, all'interno dei vari centri, non rischi di confinarsi in un'autoghettizzazione, si ritiene opportuno ed indispensabile far "esplodere" le situazioni emarginate ed emarginanti a livello europeo. Per tutta l'Europa � fondamentale ripensare i servizi rivolti alla persona con diversa abilit� in modo nuovo e diverso. Non solo le realt� specificatamente assistenziali devono essere aperte alla disabilit�, ma anche le associazioni culturali ed ambientaliste, nonch� la gente comune.
L'attenzione alla diversit� della persona con disabilit� psichica ovvero con disagio psichiatrico vuole essere uno spunto per una riflessione pi� globale sulla diversit� e sulla peculiarit� di ogni persona umana.
Il Laboratorio non vuole essere un'isola felice, una fuga dalla realt�. Pur dando ampio spazio alla ricerca interiore e alle dinamiche di gruppo, si insinuer� sul territorio, come problema e proposta politica nel senso ampio del termine.
L'esperienza maturata in Italia dai partner coinvolti nel progetto spinge a cercare il confronto con la societ� attraverso un prodotto finito di qualit�. La sfida culturale � per�, in ambito laboratoriale, di offrire all'esterno un prodotto finito di qualit� inteso come processo in corso, come divenire.
Si ritiene che, nell'epoca dell'usa e getta, sia venuta meno l'attenzione a ci� che c'� dietro l'oggetto, soprattutto persone con una propria dignit� umana. Ecco allora l'importanza di presentare il processo come prodotto, per ridare pregnanze significanti diverse alle cose e alle persone che quelle cose hanno prodotto.
Il progetto "PINOCCHIO - Casa delle Arti e dei Mestieri per adolescenti con disabilit� psichica" diviene allora un "work in progress", cio� un'occasione per porsi e porre delle domande ragionevoli. Rendersi conto dell'impossibilit� ontologica di risposte definitive e della necessit� di approntare un proprio apparato personale e collettivo di interscambio dialettico, nel recupero della memoria storica e della specie.
Metodologia
Come gi� descritto in altre sezioni del presente progetto, si ricorda che il progetto "PINOCCHIO - Casa delle Arti e dei Mestieri per adolescenti con disabilit� psichica" continua ed approfondisce le attivit� avviate fin dal 1995 tra l'Associazione Volontari "Il Cavallo Bianco" di Roma (Italia) e l'Internato per bambini oligofrenici di Begoml (Bielorussia) , che, partendo dall'accoglienza dei bambini bielorussi nelle famiglie italiane, hanno avuto il duplice scopo dell'integrazione sociale e culturale di persone con disabilit� e della promozione di modalit� culturali e di comunicazione sociale, che coniugassero insieme tradizione letteraria e teatrale, innovazione tecnologica ed impegno civile e sociale.
Il progetto si basa essenzialmente sul trasferimento di buone prassi e metodologie dell'intervento sociale dall'Italia alla Bielorussia.
Il team proposto per la realizzazione sar� costituito da n. 10 persone, di cui n. 4 provenienti dall'Associazione Volontari "Il Cavallo Bianco" di Roma, n. 2 di cooperative sociali italiane, n. 2 rappresentanti dell'Internato di Begoml e n. 2 dell'organizzazione partner bielorussa.
Verranno coinvolte, inoltre, le seguenti figure professionali italiane: regista teatrale, esperto informatica, esperto di ripresa e montaggio cinetelevisivo, psicologo psicomotricista, esperti artigiani. Tali figure professionali saranno coinvolte in vari momenti del progetto per avviare e coordinare le attivit� di laboratorio teatrale; di alfabetizzazione informatica e implementazione di un sito Internet; di alfabetizzazione cinetelevisiva e produzione di materiale video da disseminare; di riabilitazione psicomotoria e acquisizione dell'autonomia personale; di falegnameria, scenografia e sartoria. Le figure professionali coinvolte affiancheranno il team di base, che avr� anche funzioni di coordinamento e di prosecuzione delle attivit� avviate dagli esperti, anche in assenza degli stessi. Inoltre, gli esperti dovranno coinvolgere (come faranno anche i partecipanti italiani del team di base) gli educatori bielorussi, nel momento delle attivit� e con specifiche attivit� seminariali loro dedicate.
Le decisioni metodologiche ed operative verranno sempre prese nel corso degli incontri, che coinvolgeranno tutti i rappresentanti del partenariato. Tali decisioni verranno attuate anche singolarmente durante le diverse fasi di realizzazione del progetto, in cui i partner saranno comunque in comunicazione attraverso gli strumenti telefonici e telematici.
Questa impostazione costituir� anche la base per la valutazione interna. In questi incontri si esamineranno anche i report redatti dagli esperti coinvolti, che saranno tenuti a descrivere le metodologie utilizzate nelle attivit�, sottolineando difficolt� incontrate e risultati raggiunti. Negli incontri tra i partner saranno valutati gli strumenti utilizzati ed eventualmente corretti o sostituiti. Periodicamente, saranno pubblicate in Internet le valutazioni interne formulate, richiedendo al pubblico telematico di interagire rispetto ai contenuti presentati in rete.
Rispetto alle linee-guida relative alla promozione e allo sviluppo della rete territoriale, la metodologia che verr� utilizzata sar� analoga a quello che, nel settore dell'intervento sociale, viene definito "lavoro di comunit�".
Il "lavoro di comunit�" sottende un legame diretto con termini quali sviluppo locale e cura, ma ne riafferma anche altri come democrazia, consenso sociale, partecipazione. � il frutto di una costruzione delicata di equilibri e chiama a protagonisti i cittadini resi corresponsabili della loro comunit� locale. Fare di una comunit� l'attore del proprio sviluppo � un processo dinamico che sollecita un'animazione di comunit� volta a recuperare disagio e sviluppare senso di identificazione e una mobilitazione di cittadinanza attiva, che concorre a definire le visioni, le strategie e le politiche del cambiamento.
Il lavoro di mediazione culturale proposto si basa su un concetto di cultura non come definizione di elementi statici, ma come strumento di conoscenza, di comprensione della trasformazione e del cambiamento sociale, di riflessione, attraverso anche la sperimentazione e l'esercitazione, sulla necessit� di de-costruire presupposti e universi simbolici di riferimento, considerati come universali.
Nel predisporre e realizzare un sistema di intervento, che favorisca l'inserimento dei soggetti con disabilit�, risulta indispensabile, sia nella fase progettuale sia in quella legata alla verifica degli interventi adottati, poter predisporre una serie di indicatori in grado di cogliere la condizione dei nuovi soggetti deboli nei diversi rami della vita sociale ed in grado di sottolinearne le dimensioni pi� problematiche.
Risultati attesi
Impatto stimato sui gruppi obiettivo
Il progetto "PINOCCHIO - Casa delle Arti e dei Mestieri per adolescenti con disabilit� psichica" pone la rete sociale quale strumento di integrazione sociale. Per questo esso va considerato come parte di un processo da avviare in Bielorussia, che potr� essere realmente verificato soltanto a distanza di anni, un processo (stimolato anche da altri ad analoghi interventi effettuati da organizzazioni pubbliche e private, locali e straniere) indirizzato allo sviluppo di un welfare community.
Pertanto, i risultati attesi sono quelli relativi al miglioramento della condizione sociale e lavorativa dei bambini disabili bielorussi dell'Internato di Begoml e di un rallentamento dell'istituzionalizzazione e della medicalizzazione dei soggetti con handicap mentali gravi. I risultati pratici per il target-obiettivo saranno maggiori o minori, in ogni caso, quanto pi� sar� stato approfondito lo strumento della sensibilizzazione della gente comune e delle Istituzioni pubbliche, nonch� appunto la costruzione della rete sociale.
La strategia di rete si basa sulle risorse esistenti (scuola, famiglia, luoghi di lavoro e del tempo libero). E' indispensabile integrare le reti organizzative (reti generali) con le reti di aiuto (reti individuali) e le reti informali con quelle formali. La rete sociale rappresenta un approccio utile ed una svolta nel modo di analizzare e di interpretare il processo di aiuto, che favorisce la descrizione della struttura relazionale dei vissuti quotidiani e agevola le strategie di intervento nell'integrazione sociale. Il concetto di rete sociale (social network) si combina con quello di sostegno sociale (social support) inteso come il supporto emotivo, informativo, interpersonale e materiale, che � possibile ricevere e scambiare nelle reti sociali. Da molti studi, � emersa la stretta relazione fra benessere individuale e presenza di reti sociali. E' importante il sostegno sociale di fronte a forme di disagio, sofferenza, cambiamenti vitali e crisi maturative che avvengono nella vita di ognuno. Vari elementi lo costituiscono: vicinanza affettiva, consigli, protezione, scambio di risorse e beni materiali. La qualit� della rete non esiste mai a priori, ma � il risultato delle capacit� e delle motivazioni personali a creare legami significativi.
Il progetto "PINOCCHIO - Casa delle Arti e dei Mestieri per adolescenti con disabilit� psichica" � innovativo, in quanto, pone come elemento fondamentale di base il conoscere la qualit� delle relazioni, il modo in cui si sviluppa una reciproca comprensione fra le persone, quali sono i processi e i contenuti di certe relazioni, in altre parole quali legami sono da sviluppare e quali scoraggiare. Il progetto considera le relazioni e le reti come risorse, ma anche come vincoli, intessute di scambi, negoziazioni e conflitti, in cui transitano risorse materiali e non materiali, coercitive, rituali, simboliche, cognitive ed emotive.
L'approccio relazionale alle reti vede la fonte dello star bene nella presenza di reti vitali e sociali, quelle che danno sostegno nel corso della vita, soprattutto nei momenti di svolta e di crisi. Il disagio invece � caratterizzato da un deficit di relazioni positive. Le strategie di intervento reticolare sono ancorate all'adeguatezza dell'analisi reticolare e all'individuazione dei canali e degli agenti di collegamento: � dall'esame reticolare che nasce la strategia di valorizzare le reti esistenti o quella di costruire nuove relazioni reticolari. Poich� il paradigma reticolare considera il soggetto portatore di malessere non come soggetto isolato, ma come soggetto relazionale che racconta con il suo malessere la sua realt� fatta di relazioni, la ricostruzione della mappa relazionale precede la progettazione della rete (linking) di supporto. In questo caso, la rete pu� offrire sostegno a networks naturali, che continuano a garantire servizi in condizione di grande sovraccarico funzionale; pu� inserire il soggetto in reti artificiali (comunit�); pu� attivare reti potenziali esistenti all'interno della comunit� territoriale di appartenenza, funzione strategica nel periodo del reinserimento.
Lo studio delle reti si presenta come un'attivit� complessa, che comprende l'analisi della rete e si estende fino alla progettazione di nuove strutture relazionali.
In tal senso, l'innovativit� del progetto "PINOCCHIO - Casa delle Arti e dei Mestieri per adolescenti con disabilit� psichica" � anche nell'utilizzare un laboratorio teatrale, per perseguire uno degli obiettivi fondamentali della rete sociale: quello di attivare, recuperare e valorizzare le risorse presenti in un determinato territorio o, pi� in generale, nella societ� civile, ampliando la partecipazione e l'integrazione sociale nel processo di risoluzione di specifici problemi o bisogni. La rete non � soltanto uno strumento di valorizzazione delle potenzialit� e delle risorse presenti, ma � un mezzo di ricostruzione del tessuto relazionale.
Il progetto proposto � innovativo perch� si sviluppa, con approcci e metodologie non appartenenti all'ambito dell'intervento sociale, attraverso quelle che vengono, pi� o meno unanimemente, considerate le tappe fondative dell'azione organica di costruzione della rete: individuazione delle problematiche, individuazione dei possibili nodi della rete, istituzione dei contatti tra nodi, realizzazione di protocolli operativi comuni, strutturazione ed organizzazione della rete, intervento, valutazione dell'attivit� svolta e degli esiti, verifica funzionale della rete. L'innovativit� del progetto �, inoltre, nella presenza in contemporanea di azioni trasversali di riconoscimento, informazione sul quotidiano, pubblicizzazione attraverso incontri di iniziativa collettiva mirati a specifiche aree territoriali o a fasce di cittadinanza. � riconosciuta inoltre come strategica la valutazione periodica, al fine di ripensare ed adeguare gli interventi. In questa ottica diviene auspicabile la continua attivazione e riattivazione delle reti, perch� bisogni, problemi, richieste esterne sono sempre pi� complessi e richiedono competenze sempre pi� specialistiche, ma anche tra loro coordinate.
Il gruppo dell'Internato di Begoml (considerato nel suo insieme di educatori e utenti), con il supporto del partenariato bielorusso-italiano, nell'intenzione del progetto, pu� diventare attivatore di reti di risorse e coordinatore di altri attori sociali; nello stesso tempo pu� essere "sensore" del territorio, capace di intuire i contatti possibili e tutto quello che sta nascendo come sperimentazione, tentativo, aggregazione di giovani.
A questo proposito, � interessante la riflessione sulla "conoscenza tacita" dell'operatore, che � quella individuale, inconsapevole, quella che gli fa risolvere un problema senza sapere perch�, ma che spesso non si trasforma in un sapere collettivo. La conoscenza diventa esplicita, comunicabile se l'operatore diventa attivatore di risorse, mobilitatore di energie e di processi (agente di "linking"). A volte si tratter� di attivare reti gi� esistenti, ma per lo pi� disperse e frammentate, altre volte di attivare nuovi nodi, con processi etero ed auto-organizzati. Queste reti possono essere rappresentate da altri gruppi del volontariato, dell'associazionismo, da forme di auto-aiuto, da nuove esperienze di strada e di quartiere di mediazione dei conflitti.
La rete sociale inoltre diventa attivit� di innovazione sociale, se � capace di sviluppare significati nuovi, se usa lo strumento dell'ascolto e del confronto, infine se diviene strumento di flessibilit�, cio� di moltiplicazione di idee ed anticipazione di nuove risorse. In questa prospettiva, l'approccio utilizzato nella progettazione � l'"expected social network". Un modello di riferimento operativo che � centrato sulle relazioni fra individuo e contesto e che si pone l'obiettivo di ampliare il network atteso, attraverso reti sociali e lavorative.
Emerge, inoltre, il bisogno di integrare e differenziare gli interventi fra pubblico e privato sociale e fra rete formale e informale, dove rimane centrale il legame tra attivit� di prevenzione, riduzione del danno e reinserimento socio lavorativo. In particolare � importante, come linea prospettica, l'attivazione di risposte a bisogni emergenti, differenziando la strategia di rete, con la necessit� di ampliare la cultura della ricerca, del monitoraggio e della valutazione degli interventi, anche attraverso la documentazione e la diffusione di dati (banche dati, siti Internet, pubblicazioni). In tal senso, l'ottica proposta dal progetto � quella di interventi capaci di progettazione a lungo raggio, con un approccio multidimensionale, che colleghino i campi della prevenzione, della riduzione del danno e del reinserimento lavorativo, relegando in secondo piano gli interventi di emergenza e di tamponamento dei problemi, che, come spesso avviene, comportano i rischi dell'inefficacia della frammentazione e del burn-out.
La strategia di sviluppo promuover�: nuove prassi di integrazione tra attivit� produttive ed intrattenimento culturale; nuove prassi di integrazione tra elementi dislocati sul territorio; nuove prassi di integrazione tra cittadini europei.
Il progetto "PINOCCHIO - Casa delle Arti e dei Mestieri per adolescenti con disabilit� psichica" si caratterizza per alcuni importanti elementi di innovativit� in relazione all'animazione di comunit� ed alla valorizzazione culturale-storica-ambientale del territorio. Gli elementi innovativi non si pongono tanto come nuove idee, quanto come nuove pratiche. Il progetto pone al centro un percorso di animazione dei gruppi locali e di riconquista dell'identit� di territorio, che viene a confluire in una proposta esterna politica, socio-culturale ed economica di impresa sociale, intendendo con tale denominazione qualsiasi iniziativa di promozione del contesto territoriale, in cui l'individuo vive e in cui produce il senso del proprio esistere, attraverso manufatti, servizi e opere dell'ingegno: impresa sociale che pu� darsi una identit� in qualsiasi forma giuridica, ma che pone alla base della produzione e del mercato il rapporto con gli altri (a partire dalla propria specifica diversit�) e l'interdipendenza locale-globale.
Innovativo nell'approccio proposto � il trattare la questione sociale-culturale-economica a partire dalle diversit� di ciascun partner implicato, in una sorta di laboratorio permanente sul territorio, che, mentre mette a disposizione delle comunit� locali le proprie competenze professionali, si pone in situazione di ascolto costante e di reciprocit� con le contraddizioni proposte dai territori.
Sostenibilit�
Livello orizzontale e verticale del mainstreaming e mainstreaming di genere interagiscono attraverso il dialogo permanente e paritetico esistente nel sistema. I sistemi coinvolti nel mainstreaming sono quelli orientativo, formativo, delle politiche sociali, terzo settore, produttivo. L'ampiezza del partenariato coinvolto si connota esso stesso come un primo elemento di mainstreaming, in quanto nelle stesse azioni di progettazione concertata si � proceduto ad un primo scambio informativo di prassi, dati e metodologie e alla definizione di azioni comuni fondate sull'esame delle migliori prassi realizzate fino ad ora dai singoli componenti della partnership.
Il lavoro di mediazione culturale si basa su un concetto di cultura non come definizione di elementi statici, ma come strumento di conoscenza, di comprensione della trasformazione e del cambiamento sociale, di riflessione, attraverso anche la sperimentazione e l'esercitazione, sulla necessit� di de-costruire presupposti e universi simbolici di riferimento, considerati come universali.
Il processo di partecipazione attraverso il quale sviluppare l'azione di mainstreaming fa riferimento al modello partecipativo del multistakeholder. L'elemento centrale caratterizzante tale approccio � la concettualizzazione del partenariato come una costellazione di interessi cooperativi e competitivi, ognuno dei quali fa riferimento ad una specifica classe di attori. Da un punto di vista strumentale ci� implica che la gestione ispirata al concetto degli stakeholders sar� in grado di garantire la circolarit� dei diversi interessi, producendo risultati effettivi nelle azioni progettuali previste in cui gli stakeholders sono rappresentati dalle diverse organizzazioni partecipanti alla rete partenariale: il pubblico, il privato, il non profit, la comunit� locale ed i beneficiari finali.
Il modello organizzativo sar� conseguentemente basato sul meccanismo della partecipazione e del controllo democratico ad opera di un'ampia base sociale, nella quale confluiscono portatori di interessi diversi, che condividono comunque la mission progettuale. Tale caratteristica rende la rete creata una multistakeholder organisation.
La garanzia del perseguimento delle finalit� sociali non � data dalla staticit� di regole e vincoli stabiliti a monte, ma piuttosto da un processo di negoziazione continua e trasparente tra le diverse componenti presenti all'interno della rete, che consente dunque un maggiore controllo sulla qualit� dei servizi offerti e delle azioni sviluppate, garantendo la verifica e la rilevazione delle prassi da disseminare e da tradurre in politiche di indirizzo.
Il processo di sviluppo territoriale � finalizzato alla formalizzazione della partnership di progetto operante a favore della ricognizione, valorizzazione e sviluppo delle risorse economiche, umane ed ambientali locali, attraverso l'impiego di risorse umane (agenti di sviluppo) provenienti dalle organizzazioni partner, con funzione di catalizzatori delle risorse occupazionali locali, promotori di attivit� di qualificazione ed aggiornamento e mediatori tra la comunit� locale e le istituzioni.
Tra le funzioni principali vi sono creazione e mantenimento della rete locale degli imprenditori, ricerca e promozione delle opportunit� lavorative esistenti, reperimento di iniziative analoghe e costruzione di collegamenti stabili, rilevazione delle potenzialit� occupazionali e pianificazioni previsionali relative alle iniziative imprenditoriali in fase di realizzazione, mediazione locale nei confronti delle istituzioni finalizzata alla promozione di percorsi integrati relativi alla creazione di nuova occupazione.
L'impianto progettuale, che si configura come una serie di iniziative concepite come parti di una pi� ampia azione di sviluppo locale, prevede per il partenariato il ruolo di organismo agente in costante raccordo con gli attori-chiave locali del territorio, integrandoli nella rete partenariale ed incrementando il bacino di attivit� in favore della comunit� locale. L'azione di capitalizzazione non potr� dunque prescindere dalla costruzione di una partnership permanente, formalmente costituita, data la necessit� di operare congiuntamente ed in parziale convergenza con organizzazioni diversificate per mission, scopi, natura giuridica, competenze e ambiti di intervento in relazione ai seguenti obiettivi: la ricerca e la promozione di strategie comuni per la gestione di politiche sociali e culturali sul territorio; incremento delle strategie di sviluppo della comunit� locale, intese come incremento della capacit� di incidere sulle politiche sociali a livello locale e nazionale anche in termini promozionali e progettuali; creazione e mantenimento della rete attraverso un'azione continua di monitoraggio e di valutazione; aggiornamento costante dell'analisi del potenziale locale. In funzione di quanto esposto appare necessaria l'attivazione di un processo di integrazione costante e trasversale all'intero impianto progettuale, attraverso la standardizzazione dei processi formativi, informativi e metodologici, in modo tale da costruire strumenti e risultati compatibili per soggetti istituzionali diversi, che riassuma in s� azioni concrete e metodologie di capitalizzazione dei risultati dell'innovazione: acquisizione di capacit� di mediazione inter-istituzionale; recupero della centralit� dei bisogni del territorio; organizzazione di convegni e campagne di sensibilizzazione; campagne informative riguardo gli obiettivi della cooperazione partenariale; attivit� formative e di progettazione congiunte tra operatori delle diverse organizzazioni rappresentate; diffusione dei risultati.
Nel predisporre e realizzare il sistema di intervento e le politiche atte a favorire l'inserimento dei soggetti con disabilit�, risulta indispensabile, sia nella fase progettuale sia in quella legata alla verifica degli interventi adottati, poter predisporre una serie di indicatori in grado di cogliere la condizione dei nuovi soggetti deboli nei diversi rami della vita sociale ed in grado di sottolinearne le dimensioni pi� problematiche.
L'accompagnamento rappresenta la fase finale del percorso progettuale, nel momento in cui l'orientamento si trasforma in condivisione (tra l'organizzazione promotrice e il collettivo beneficiario) della gestione del segmento di percorso specificatamente finalizzato all'inserimento lavorativo. In tal senso, l'orientamento pu� considerarsi come il processo di individuazione del percorso migliore da intraprendere. Individuazione che avviene attraverso la ricerca del rapporto ottimale intercorrente tra le risorse endogene (dei beneficiari collettivamente e soggettivamente intesi) e la concreta mobilitazione delle risorse esogene (quelle territoriali, pubbliche e del privato sociale, nonch� eventualmente delle associazioni imprenditoriali).
L'accompagnamento, invece, facendo proprio il percorso intravisto dall'orientamento, attiva consapevolmente un processo di negoziazione funzionale tra le parti coinvolte, allo scopo di progettare e percorrere congiuntamente il cammino per raggiungere risultati concernenti l'occupazione lavorativa. L'accompagnamento, quindi, si colloca come processo di transizione dalla attivit� progettuali realizzate alle attivit� direttamente mirate all'inserimento lavorativo (da realizzare), secondo procedure predisposte dalla strategie ottimizzate di orientamento.
Il progetto � nato dalla costatazione della difficolt� di inserimento dei bambini oligofrenici nella societ� bielorussa e della conseguente necessit� di sostenere il loro processo di autonomia personale e di integrazione lavorativa e sociale. In tal senso, l'Associazione Volontari "Il Cavallo Bianco", in rappresentanza delle numerose famiglie italiane coinvolte nell'accoglienza dei bambini bielorussi e collegate all'Associazione stessa, garantisce l'autofinanziamento delle attivit� nel futuro, attraverso propri fondi e attraverso l'attivazione di un ampio circuito di donazioni, sponsorizzazioni e finanziamenti pubblici italiani di specifici segmenti progettuali.
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